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 Carta n.20 - 5 Giugno 2009 Riduci

Filiera: corta e senz'auto

 

di Gerardo Marletto

 

 

20cover_5giugnoMarletto.jpgSappiamo tutti che la filiera corta – cioè il consumo di prodotti locali – non ha soltanto lo scopo di ridurre la distanza coperta dalle merci, ma anche quella di mantenere vitale ciascun territorio. Qualche riflessione in più sul rapporto tra filiera corta e impatto ambientale dei trasporti merita comunque di essere fatta. Dagli studi sulla materia (che vengono in particolare dal Regno Unito, mentre in Italia c’è ben poco) si possono prendere un paio di spunti. Primo spunto: non è scontato che la merce che genera il minore impatto ambientale sia quella che percorre la minor distanza; conta anche il riempimento dei mezzi: per assurdo se un pacco di pasta sta su un camioncino quasi vuoto di un grossista che fa un giro di consegne di 100km è peggio che se viaggia su un tir completamente pieno che percorre 500km, partendo direttamente dal produttore. Secondo spunto: la merce viaggia dal punto di produzione al punto di vendita e da qui fino a casa nostra. Può allora succedere che tutto il minor impatto ambientale della filiera corta se lo rimangia la spesa fatta andando in automobile all’ipermercato.

In conclusione: teniamoci stretta la filiera corta, ma con qualche attenzione. Noi consumatori usiamo internet per prenotare gli acquisti e scegliamo i negozi raggiungibili a piedi o in bici. I produttori si dotino di sistemi logistici moderni, con mezzi a basso impatto ambientale e, per quanto è possibile, a massimo carico. Attenzioni che sono utili – almeno come spunto di discussione – anche per i GAS.

 

noauto.org


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