"La metro D A Roma"
di Angelo Zola
A luglio 2009, il sindaco di Roma ha annunciato l’indizione della gara per la costruzione della linea D della metro e a settembre ha inoltrato al Governo e alla Regione Lazio la richiesta di inserire l’opera tra quelle prioritarie, in modo da accelerarne la realizzazione. Infine, a ottobre ha confermato le sue intenzioni includendo la linea tra quelle del futuro piano della mobilità cittadina. Dunque nessun ripensamento, che, invece, sarebbe stato opportuno per diverse ragioni: a cominciare dai costi dell’operazione previsti in 3,2 miliardi di euro (la metà dei quali a spese del Comune) che non saranno sufficienti, data la complessità dei lavori, da svolgere, in gran parte, alla profondità di 50 metri. Discutibile, poi, il project-financing che garantisce ai privati costruttori “operazioni di valorizzazione di tipo commerciale, direzionale e residenziale” su aree comunali e la gestione della linea per 25 anni. Quanto ai tempi per l’apertura del servizio, sia pure ridotto a metà percorso, la data prevista del 2015 appare, sulla base delle esperienze precedenti e degli attuali ritmi di scavo della linea C, assai improbabile. La linea completa non sarà in funzione prima del 2025. Altre due considerazioni: la zona centrale percorsa dalla D è limitrofa a quella già servita dalla metro B e l’intero centro storico vive, da tempo, una forte trasformazione sociale e funzionale (e una forte perdita di abitanti), tale da rendere la metro D vieppiù inutile per i cittadini residenti.
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