Un disastro a scala mondiale
Gerardo Marletto
Un miliardo e un milione: in questi due numeri c'è tutta la vicenda dell’automobile. Un miliardo sono ormai le automobili nel mondo; un grande successo per l'industria dell'auto, che – pure in questi tempi di crisi – punta ad arrivare in 15-20 anni a due, tre miliardi di auto. Soprattutto grazie alla motorizzazione di massa dei grandi Paesi in crescita. Un milione invece (sono in realtà 1,2 milioni) sono i morti nel mondo per incidenti stradali; la metà circa sono pedoni e conducenti di cicli e carretti. Si arriverebbe a oltre due milioni di morti se si considerassero anche le vite umane perse – sono stime dell'OMS – a causa dell'inquinamento atmosferico locale generato dalle polveri sottili, il famigerato PM10. E poi c'è l'impatto sul clima: mentre a Copenaghen forse finalmente si discuterà di includere nei meccanismi di Kyoto anche il trasporto aereo, l'auto continua ad essere l'unica fonte rilevante di CO2 (è intorno al 20% del totale) che non diminuisce, neanche nelle aree (come in Europa) dove sono state pesantemente incentivate le auto più efficienti e meno inquinanti. Dimenticando che se un'auto percorre il 20% in più di km rispetto alla precedente, si è più che rimangiata i benefici di motori e carburanti che pretendono di essere ecologici. Di questo e altro parleremo a Bologna, la mattina del 5 dicembre: sarà il nostro contributo al motor show 2009! Vi aspettiamo.
NoAuto.org