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 Carta n.38 - 30 Ottobre 2009 Minimize

La mobilità disabile

 

di Maria Grazia Di Santo

 

 

Ogni giorno aspettiamo invano soluzioni concrete dai tanti politici che si dichiarano sensibili ai problemi che le persone disabili incontrano quotidianamente, alla ricerca della tanto declamata “autonomia”. Loro che ormai sfiduciati rinunciano a sentirsi cittadini come gli altri. Perchè? Pieni di entusiasmo i giovani sostengono gli esami per la patente speciale, quelli che se lo possono permettere passano poi all’acquisto dell’auto con comandi personalizzati (superando infinite difficoltà burocratiche, senza parlare di quelle economiche) con lo scopo di vivere la città e la loro età. Inoltre gli uomini e le donne portatori di handicap debbono considerare “un’ambizione” le semplici attività quotidiane, come  raggiungere un posto di lavoro, andare a trovare amici o fare una visita medica. Tutto troppo difficile. Rendere possibile lo spostamento con i trasporti pubblici rimane un sogno. C’è chi prova a prendere una macchina a nolo ma bisogna essere economicamente avvantaggiati e possedere una carta di credito anche se si ha solo 18 anni.

Troppe le auto inutili che circolano! Troppo grandi, troppo vuote, mentre il diritto alla mobilità, inteso come diritto di accedere alle risorse e ai servizi della città, resta un privilegio di pochi.

 

Dobbiamo ricominciare dalla scuola. Insegniamo agli studenti che possedere un’ auto non è un traguardo ma il traguardo è la libertà di movimento per tutti. Ad essere disabili non sono i cittadini  portatori di handicap ma è disabile la mobilità delle nostre città.

 

noauto.org

 


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